Raf Art Resin

RAF ART RESIN

Fragilità
che rinasce

Diamo una seconda vita alle cose, riposizionandole nell'ambiente circostante.

Dalla frantumazione del vetro alla forma ritrovata:
le opere raccontano la bellezza che nasce dal gesto della ricomposizione.

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CHI SONO

Tra Arte e materia

Sono un artista contemporaneo che lavora con vetro e resina, utilizzando materiali vivi e imprevedibili.

Nelle mie opere il gesto della rottura assume un significato di rinascitaframmento che si ricompone in una nuova armonia.

Ogni creazione è un dialogo tra distruzione e riposizionamento, tra ciò che eravamo e ciò che possiamo tornare a essere.

L’unicità di ogni progetto, cresce durante la sua composizione, rendendo il risultato finale autentico e sorprendente.

Concept

Le opere nel dettaglio

Vetroresina

La materia che accoglie,
solidifica e ricompone.

Dettagli sommersi

Oggetti affogati nella resina che raccontano vecchie storie.

Bottiglia in vetro

Simobolo di fragilità
e memoria.

SFONDO UNICO

Rievoca il momento
e l’unicità dell’opera.

Cornice d'antiquariato

Il tempo che custodisce
e nobilita il frammento.

Pensiero inciso

Una dedica o un ricordo di un momento condiviso.

Opere

La forma del ritorno

Le bottiglie si fondono alla resina in un equilibrio sospeso, dove la fragilità si trasforma in racconto e la materia diventa memoria.

Vision

Ricomporre la bellezza,
frammento dopo frammento

Credo nell’arte come gesto di cura: ogni opera nasce dal desiderio di restituire senso a ciò che è stato infranto.

La mia visione è un mondo che riconosce valore nella fragilità, dove anche una bottiglia rotta in frammenti può raccontare una storia di rinascita,
luce e consapevolezza.

Cercare di rendere un oggetto qualcosa di memorabile mantenendo la sostenibilità e riposizionandolo nel suo ambiente più naturale.

Recensioni

Cosa dicono delle mie opere

Andrea P.
Sono rimasto molto soddisfatto dell’opera ricevuta da Raf. Il quadro, realizzato con una bottiglia di Havana ormai fuori produzione, è davvero originale. Consegna rapida, arrivato in meno di 10 giorni. Consigliato!
Annalisa S.
Ogni opera è unica, questo è il bello del lavoro! Scegliere l’artigianalità significa poter regalare un pezzo unico, Raf art resin è una garanzia! 😊 In poco tempo una bottiglia vuota diventa qualcosa di magico da poter ammirare.
Roberto D.
Bellissime opere, originali e molto estetiche, a me ne hanno regalato uno devo dire è stupendo ne consiglio almeno uno in casa.

FAQ

Le domande e le risposte più ricorrenti

Una volta terminato il processo di catalizzazione della resina tutto viene sigillato e non si muove più.

Sì. Nel limite del possibile, cercheremo di dare lo stesso concept di esplosione mantenendo la stessa autenticità delle nostre opere.

Se non è già in vostro possesso, avremo cura noi della ricerca di mercato della bottiglia.

Ovviamente dipende dalla complessità del quadro e la grandezza, ma in generale quelli con grafica riusciamo a fornirli in pochi giorni.

Sicuramente si può, personalizzando e analizzando lo scopo e l’ambientazione del quadro stesso.

Parte tutto dall’oggetto che si vuole incorniciare, lo sfondo sarà studiato in base all’opera da personalizzare e per qualsiasi oggetto.

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OPERE

CAMPARI GHIACCIO

L’opera presenta una bottiglia di Campari sospesa in una composizione di resina traslucida dalle intense tonalità rosso-arancio, evocative del celebre aperitivo italiano. La superficie, attraversata da bolle e ondulazioni, crea un effetto dinamico di immersione e movimento, come se la bottiglia emergesse da un liquido effervescente. Elementi naturali come una fetta essiccata di agrume e bastoncini di cannella, inglobati nella resina, richiamano i profumi e gli aromi tipici del Campari, aggiungendo una dimensione sensoriale e simbolica all’opera.

Il contrasto tra la trasparenza della resina e la matericità degli oggetti concreti enfatizza la tensione tra realtà e rappresentazione, tra il mondo tangibile e quello dell’immaginario legato al rito dell’aperitivo. Il risultato è un’interpretazione contemporanea e pop della cultura conviviale italiana, in cui il brand iconico diventa soggetto e pretesto artistico.

La Regina Viola
OPERE

La Regina Viola

Un’Esplosione di Ametista e Oro.

L’opera è un’ode cromatica alla violetta, dove tonalità profonde di indaco, malva e ametista si fondono in un vortice di eleganza glaciale.

Al centro della composizione, una piccola bottiglia di liquore riposa come un gioiello incastonato, circondata da frammenti trasparenti e taglienti che ricordano cristalli di ghiaccio o quarzo.

Il contrasto è drammatico: le sfumature fredde del viola sono interrotte da spruzzi di oro liquido e bagliori caldi che sembrano scintille catturate nel vetro.

La texture materica dello sfondo, che evoca onice marmorizzato o nebulose remote, conferisce profondità e mistero.

È una rappresentazione visiva che solletica i sensi, evocando il profumo dolce e floreale del liquore e la sensazione del freddo pungente, in un’armonia di lusso e fantasia eterea.

Nostalgia 1968
OPERE

Nostalgia 1968

Rosso Passione e Memoria Italiana.

L’opera cattura lo sguardo con un’esplosione di rosso saturo, un colore che permea ogni elemento, dal fondo drammatico al soggetto principale.

Al centro della composizione, un’icona dell’automobilismo italiano, la Fiat 500L, è presentata in una prospettiva unicadinamica: smembrata e ricomposta in un gioco di prospettive aeree e sezionate.

I componenti del modellino—porte spalancate come ali, ruote dislocate—creano un senso di movimento e analisi, quasi una decostruzione concettuale del mito.

Sullo sfondo, il numero “1968” e l’imponente silhouette del Colosseo romano si fondono con la tonalità scarlatta, ancorando la vettura a un preciso momento storico e a un’eternità architettonica.

È un’ode alla nostalgia e al design, un’istantanea che congela il tempo e lo spazio in un’armonia visiva audace, celebrando la cultura e lo stile italiani.

OPERE

Bulldog Reflections

L’opera Bulldog Reflections si presenta come un assemblaggio tridimensionale in cui frammenti di vetro provenienti da bottiglie “Bulldog Gin” vengono ricomposti per delineare il volto stilizzato di un bulldog. La superficie, ricoperta da uno strato di resina lucida, amplifica i riflessi e le trasparenze del vetro, generando un dialogo tra distruzione e ricomposizione, forza e fragilità.

La scelta del materiale – il vetro spezzato – si carica di un forte valore simbolico: da oggetto infranto, perde la sua funzione originaria per rinascere come elemento artistico, divenendo metafora di resilienza e trasformazione. Il volto del bulldog, simbolo di determinazione e carattere, emerge da questa frammentazione come icona di potenza e rinascita.

Il risultato è un’opera dal forte impatto visivo e concettuale, in cui la lucentezza della resina e la profondità del nero creano un contrasto elegante e contemporaneo, capace di catturare la luce e lo sguardo dell’osservatore.

OPERE

PORTO FINO

Quest’opera si distingue per la sua vivace composizione materica e cromatica, che fonde elementi di paesaggio, luce e materia in una rappresentazione contemporanea di Portofino. Realizzata in una cornice bianca, la scena è costruita con frammenti di vetro azzurro disposti in modo dinamico, evocando le onde e i riflessi del mare ligure. Al centro, un’immagine del celebre borgo marinaro, con le sue case colorate e il porticciolo, emerge come nucleo narrativo e iconico dell’opera.

Sul fondo, piccoli sassolini e conchiglie ricreano la texture naturale della spiaggia, mentre in alto a destra una macchia dorata, simbolicamente riconducibile al sole, aggiunge una nota di calore e luminosità. Il contrasto tra la trasparenza del vetro e l’opacità della stampa fotografica crea un interessante dialogo tra realtà e astrazione, tra materia e immagine.

Nel suo insieme, l’opera celebra la bellezza mediterranea e l’identità di Portofino attraverso un linguaggio che unisce arte visiva e design contemporaneo. La frammentazione del vetro, lungi dall’essere distruttiva, diventa strumento poetico di reinterpretazione: i pezzi ricomposti danno forma a un mare sospeso, simbolo di memoria, luce e rinascita estetica.

HENDRICK'S
OPERE

HENDRICK’S SPECCHIO

Quest’opera presenta una composizione tridimensionale dal forte impatto visivo, realizzata con frammenti di bottiglie di vetro scuro, accuratamente disposti su una superficie riflettente e racchiusi in una cornice nera. I pezzi di vetro, di varie dimensioni e forme irregolari, creano un dinamico gioco di luci e ombre, amplificato dal contrasto con lo sfondo lucido e specchiante.

Al centro della composizione spiccano due etichette originali di Hendrick’s Gin, che ancorano l’opera a un preciso immaginario estetico e concettuale: quello della trasformazione di un oggetto di consumo in elemento artistico. Il riutilizzo del materiale — bottiglie frantumate — suggerisce un discorso sulla fragilità e sulla rinascita, dove ciò che è rotto viene ricomposto in una nuova forma di bellezza.

Mosaico Tostato
OPERE

Mosaico Tostato

L’opera è un’esperienza sensoriale visiva, un’immersione nell’essenza stessa del caffè. La superficie è dominata da una ricchezza materica di chicchi scuri, lucidi e tostati, che formano uno sfondo intenso e vibrante, evocando l’aroma avvolgente della bevanda.

Al centro di questo universo bruno, l’attenzione è catturata da un’installazione che gioca sul tema della frammentazione.

Un tazza da caffè in ceramica bianca, è stato sapientemente smembrato. I piatti e la tazza sono disposti in un mosaico circolare, con i bordi spezzati che puntano verso l’esterno, come schegge di un’esplosione silenziosa.

Il contrasto tra il bianco puro della ceramica e il marrone profondo dei chicchi crea un impatto visivo netto. Un cucchiaino d’argento, anch’esso spezzato o piegato, attraversa diagonalmente la tazza centrale, aggiungendo un tocco di disordine controllato. È una rappresentazione artistica del rito quotidiano del caffè, un’ode all’energia e alla fragilità del momento di pausa, fissato per sempre in un’opera di arte materica.

OPERE

Jägermeister Dark

L’opera presenta una bottiglia di Jägermeister immersa in una composizione materica e tridimensionale che gioca sulle tonalità profonde del verde e del nero, evocando l’atmosfera misteriosa e notturna che caratterizza l’immaginario del celebre liquore tedesco. La bottiglia, inglobata nella resina traslucida, si staglia al centro della scena circondata da frammenti di vetro e riflessi che rimandano a un gesto di rottura e di energia liberata.

La superficie lucida e vibrante della resina, con i suoi effetti di trasparenza e movimento, restituisce un senso di sospensione e fluidità, come se il tempo fosse congelato nell’istante successivo a un’esplosione. Le variazioni cromatiche del verde – dal tono smeraldo al nero profondo – amplificano il contrasto tra luce e ombra, trasformando l’opera in una riflessione visiva sulla forza simbolica e sensoriale della materia.

Attraverso un linguaggio visivo contemporaneo, l’artista trasforma un oggetto iconico del consumo moderno in un simbolo estetico e concettuale. La bottiglia di Jägermeister, con il suo cervo araldico, diviene emblema di istinto, ritualità e natura selvaggia, ora reinterpretata in chiave urbana e pop. L’insieme genera una tensione visiva potente, dove il gesto artistico si fonde con la cultura del brand, celebrando il confine sottile tra arte, design e comunicazione visiva.

OPERE

FOUR ROSES

Quest’opera si presenta come una raffinata composizione materica che unisce elementi simbolici e materici in un equilibrio visivo di grande eleganza. Al centro della scena è collocata una bottiglia di Four Roses Bourbon, parzialmente frammentata e inglobata in una superficie traslucida color ambra, evocativa del liquore stesso. I frammenti di vetro che circondano la bottiglia creano un effetto dinamico di luce e profondità, suggerendo il momento della rottura e la successiva sospensione del tempo.

La cornice dorata, dal sapore classico, incornicia e nobilita l’intera composizione, mentre le quattro rose rosse applicate agli angoli introducono un contrasto poetico tra la fragilità del vetro e la vitalità del fiore. Le rose, simbolo del marchio e del titolo stesso del bourbon, assumono qui una doppia valenza: decorativa e concettuale, rappresentando passione, eleganza e memoria.

Nel complesso, l’opera si configura come una metafora visiva della trasformazione, in cui l’oggetto di consumo diventa estetica. L’artista dialoga tra materiasimbolo, fragilità e bellezza, proponendo una rilettura contemporanea dell’oggetto quotidiano attraverso un linguaggio che fonde pop art, ready-made e poesia visiva. 

OPERE

Jägermeister Spirit

In questa composizione, la bottiglia di Jägermeister diventa il fulcro di una scena sospesa tra materia e energia. Circondata da frammenti di vetro verde e avvolta da vapori luminosi che sembrano emanare dalla superficie stessa, la bottiglia si trasforma in un simbolo alchemico, dove il liquore e il suo spirito vengono reinterpretati in chiave visiva e concettuale.

Il verde intenso, colore dominante dell’opera, si fonde con le trasparenze della resina e con le forme spezzate del vetro, generando un effetto visivo di grande potenza evocativa. I motivi fumosi che si diffondono nello sfondo suggeriscono un movimento vitale, quasi mistico, come un’emanazione dell’essenza naturale e botanica che caratterizza il Jägermeister.

L’artista utilizza la destrutturazione dell’oggetto come linguaggio estetico: la bottiglia, frammentata e ricomposta nella resina, diviene metafora di trasformazione e rinascita, mentre il contrasto tra il rigore geometrico della cornice e la fluidità delle forme interne amplifica la tensione tra controllo e istinto.

Jägermeister Spirit è un omaggio al potere simbolico del brand, reinterpretato come icona contemporanea della cultura notturna e della ritualità moderna, dove il colore, la luce e la materia si fondono per evocare un’energia primordiale, quasi spirituale.

 
Nove Palle (9-ball)
OPERE

Nove Palle (9-ball)

Geometrie Sospese sul Feltro Verde

L’opera cattura un’istantanea di quiete tesa, l’attimo prima che l’azione esploda sul feltro verde smeraldo che domina la composizione.

L’uso audace del colore trasporta l’osservatore in un universo ludico, dove il verde intenso del tavolo contrasta nettamente con la neutralità della cornice grigia.

Le biglie, piccoli globi di smalto colorato – rosso, arancione, blu e bianco puro – sono disposte in una coreografia studiata.

Alcune sono raccolte nel triangolo metallico, pronte a disperdersi, mentre altre galleggiano isolate, come pianeti solitari nel loro cosmo geometrico. Il numero “6” verde, il “15” rosso, il “5” arancione, l'”1″ giallo e il “10” blu aggiungono un tocco di ordine numerico al caos potenziale.

Una stecca da biliardo arancione, inclinata diagonalmente, introduce una linea di forza e movimento, rompendo la simmetria e suggerendo l’imminenza di un colpo decisivo.

È un’ode alla strategia, al gioco e all’eleganza semplice e intramontabile del biliardo.

OPERE

CAMPARI BICCHIERE

L’opera raffigura una bottiglia di Campari immersa in una composizione di resina lucida dalle sfumature rosso carminio e arancio, tonalità che richiamano immediatamente l’identità visiva e sensoriale del celebre aperitivo milanese. La bottiglia, inglobata nella materia trasparente, emerge come sospesa in un fluido denso e vibrante, circondata da elementi iconici quali cubetti di ghiaccio, una fetta d’arancia essiccata e una stecca di cannella.

Il gioco di riflessi e trasparenze crea un effetto tridimensionale dinamico, che cattura la luce e la scompone sulla superficie resinata, trasformando l’immagine in un’esperienza visiva immersiva. L’artista reinterpreta così il rituale dell’aperitivo italiano come simbolo di convivialità e piacere estetico, fondendo la cultura popolare con un linguaggio contemporaneo di forte impatto visivo.

La composizione, al tempo stesso elegante e sensuale, evoca il gesto del brindisi e il momento sospeso dell’attesa, fissato in una dimensione atemporale. L’opera diventa così una celebrazione dell’icona Campari, trasformata da semplice oggetto di consumo a elemento narrativo e artistico, in cui il colore rosso – simbolo di passione, energia e creatività – domina la scena.

OPERE

APEROL

L’opera propone una reinterpretazione materica e cromatica del celebre Aperol, icona dell’aperitivo italiano e simbolo di convivialità contemporanea. La bottiglia, inglobata in una colata di resina dalle sfumature calde di arancio e rosso, è avvolta da elementi che richiamano il rituale del drink: fette essiccate di agrumi, bastoncini di cannella e frammenti di vetro che evocano il ghiaccio e la freschezza del cocktail.

La composizione, dominata dal contrasto tra la trasparenza luminosa della resina e la matericità degli elementi naturali, ricrea l’effetto vibrante e solare di un Aperol Spritz in movimento, quasi a voler catturare l’attimo effervescente del brindisi. L’arancio, colore protagonista, diventa metafora di energia, socialità e ottimismo, mentre la disposizione circolare degli elementi rimanda alla forma del bicchiere e al concetto di condivisione.

Attraverso un linguaggio visivo pop e tridimensionale, l’artista trasforma un oggetto iconico della cultura italiana in un manifesto estetico del piacere e della leggerezza, elevando il quotidiano a simbolo artistico. La scelta di materiali lucenti e riflettenti amplifica la percezione sensoriale, rendendo l’opera non solo visiva ma anche evocativa: un omaggio all’arte del vivere e alla ritualità conviviale che caratterizza lo stile italiano.

L'Oro Nero di Vezzola
OPERE

L'Oro Nero di Vezzola

Un’Opera di Contrasti e Celebrazione Frantumata

L’opera cattura un momento di celebrazione interrotta o forse l’apice di un’esplosione di gioia, fissato per l’eternità. La bottiglia di Metodo Classico Brut “Mattia Vezzola” di Costaripa, simbolo di eleganza e convivialità, è presentata in una decomposizione visiva drammatica.

I frammenti di vetro scuro, che un tempo componevano un contenitore integro, sono ora sospesi e ricomposti in un’installazione che sfida la gravità e la logica, immersi in un letto di resina lucida. Il fondo nero, punteggiato da scintille dorate, evoca un cielo stellato o un’atmosfera notturna e misteriosa.

Il contrasto tra il nero profondo del vetro e l’etichetta bianca e dorata, che spicca con la sua corona regale, crea un punto focale di lusso e raffinatezza.

È un’ode all’effimero, un’opera che trasforma un oggetto comune e la sua distruzione in un mosaico affascinante di memoria e stile.

Frammenti d'Oro Orientali
OPERE

Frammenti d'Oro Orientali

L’opera utilizza una bottiglia di gin Saigon Baigur Premium Dry Gin frantumata, le cui schegge di vetro ambrato sono disposte artisticamente su uno sfondo oro e fissate con resina epossidica trasparente.

La resina conferisce una finitura lucida, protegge i bordi del vetro e crea un effetto di profondità tridimensionale.

La composizione è dinamica, con i frammenti che sembrano esplodere dalla bottiglia stessa, catturando un momento di “rottura” o “trasformazione“. Il contrasto cromatico tra l’oro brillante dello sfondo e l’ambra del vetro esalta la texture e i riflessi dell’opera.

L’artista cattura un momento di energia cinetica: l’esplosione della bottiglia di gin Saigon Baigur è congelata nel tempo dalla resina epossidica trasparente. Questo crea un contrasto visivo e concettuale tra la fragilità del vetro frantumato e la resilienza del pezzo d’arte finito.

Siddùra Infranta
OPERE

Siddùra Infranta

L’opera incornicia i resti di una bottiglia di spumante rosato “A’Mare” della cantina Siddùra. La bottiglia è frantumata in segmenti che, pur rimanendo adiacenti, suggeriscono un’esplosione controllata o un momento di rottura cristallizzato nel tempo.

I materiali predominanti sono il vetro riciclato della bottiglia stessa, un sughero, una gabbietta metallica (capsula e filo), e una base che appare come una superficie riflettente color rame o oro rosa.

Lo stile è moderno e audace, rientrando nella categoria dell’arte del riciclo (upcycling art), dove un oggetto destinato al rifiuto acquisisce un nuovo valore estetico e concettuale. Il contrasto tra la fragilità del vetro, la rottura drammatica e lo sfondo lucido crea un forte impatto visivo.

Il nome del vino (“A’Mare”) aggiunge un ulteriore strato di interpretazione, evocando sentimenti intensi o il mare, i cui colori sono riflessi sullo sfondo ramato.

OPERE

Frammenti di Capri

L’opera è una scultura a tecnica mista in un’ottica moderna che coniuga il ready-made di Duchamp con l’estetica del riciclo creativo e dell’arte povera, reinterpretando un oggetto di consumo quotidiano come la bottiglia di Limoncello DiCapri.

L’artista cattura un momento di energia cinetica; la rottura non è vista come pura distruzione, ma come un’azione generativa. I frammenti di vetro acquamarina sono disposti in modo da creare un’esplosione controllata, bloccata nel tempo e nello spazio da uno strato di resina epossidica trasparente.

Si assiste a un affascinante dialogo tra la fragilità intrinseca del vetro e la durabilità della resina che lo ingloba. Il vetro colorato si staglia su uno sfondo pittorico che rievoca paesaggi marittimi e cieli nuvolosi, creando un contrasto tra l’elemento artificiale e quello naturale, e tra la piattezza del dipinto e la tridimensionalità scultorea.

L’opera va oltre la semplice rappresentazione di un liquore iconico; è un commento sulla cultura del consumo e sul potenziale di trasformazione degli scarti in arte. Ogni frammento sfaccettato cattura la luce in modo unico, enfatizzando l’idea che anche da ciò che è rotto possa nascere bellezza e unicità.

OPERE

Botaniche in Frantumi

L’opera utilizza una bottiglia di gin Tanqueray London Dry Gin frantumata, le cui schegge di vetro verde sono disposte artisticamente su uno sfondo scuro, la resina conferisce una finitura lucida, protegge i bordi del vetro e crea un effetto di profondità tridimensionale.

La composizione è dinamica, con i frammenti che sembrano esplodere dalla bottiglia stessa, catturando un momento di “rottura” o “trasformazione“. Piccoli elementi decorativi rossi e verdi, simili a petali o bacche, sono integrati nel design, aggiungendo un contrasto cromatico vibrante e un tocco floreale che evoca le botaniche del gin.

L’opera esplora temi di resilienza e trasformazione, dando nuova vita a un oggetto destinato al rifiuto. Il contrasto tra la fragilità intrinseca del vetro e la durabilità della resina epossidica crea un’interessante dicotomia materica. È un pezzo audace, ideale per arredare spazi moderni, bar domestici o come regalo unico per gli appassionati di gin. Ogni opera in questo stile è considerata unica e irripetibile a causa della disposizione casuale dei frammenti. 

OPERE

Caos Lux

I frammenti della bottiglia ORO99 Extra Dry sono rivestiti con una finitura a specchio dorata. Questa superficie agisce come una moltitudine di piccoli specchi sfaccettati, che riflettono e amplificano ogni fonte di luce circostante. L’impatto visivo è paragonabile a quello di una gemma preziosa o di un lingotto d’oro frantumato, con lampi di luce che possono risultare intensi per l’occhio.

L’effetto accecante è ulteriormente esaltato dal contrasto netto con lo sfondo nero profondo. Il nero assorbe la luce, facendo risaltare violentemente i riflessi dorati e creando un senso di profondità drammatica. Questo sfondo scuro serve a massimizzare l’impatto luminoso dei frammenti.

Lo strato finale di resina epossidica trasparente aggiunge un’ulteriore brillantezza e una finitura a specchio all’intera superficie, garantendo che l’opera risplenda intensamente sotto qualsiasi angolazione.

L’inclusione di scaglie d’oro sparse sul fondo amplifica ulteriormente questo senso di opulenza e brillantezza diffusa.

OPERE

Espolón

Al centro dell’opera vi è una bottiglia di tequila Espolón Blanco intenzionalmente frantumata. I suoi pezzi sono riassemblati per mantenere la forma originale ma con un senso di interruzione e tensione. Il gallo iconico (Ramón) e le scene di storia messicana sulle etichette sono ancora visibili. In alto a sinistra è integrato un sigaro, probabilmente con una fascetta personalizzata.

Il contrasto visivo è forte: la lucentezza della resina si contrappone alla superficie porosa e opaca del sigaro e del tappo di sughero.

Lo sfondo scuro, disseminato di frammenti neri e punti rossi, crea profondità e drammaticità, enfatizzando i frammenti trasparenti e le etichette.

Lo stile è contemporaneo e narrativo. L’opera gioca sui simboli culturali messicani: il gallo, che rappresenta l’orgoglio e il coraggio, e le immagini ispirate all’artista rivoluzionario José Guadalupe Posada, che commentava le ingiustizie sociali. La rottura della bottiglia può simboleggiare la trasformazione, l’interruzione di un momento di piacere, o la resilienza che emerge dai frammenti di storia e di vita. È un pezzo che unisce il consumo alla cultura, il rifiuto all’estetica.

OPERE

Frammenti di Felicità

Al centro dell’opera vi è una bottiglia di champagne Moët & Chandon, intenzionalmente frantumata, i cui pezzi sono riassemblati e fissati. La composizione mantiene la forma riconoscibile della bottiglia, ma la rottura introduce un elemento di tensione dinamica, come se l’esplosione fosse stata catturata in un istante. Sparsi attorno alla bottiglia e sulla superficie di fondo si notano frammenti di un materiale dorato, foglia d’oro e glitter, che aggiungono un tocco di lusso e brillantezza. In alto a destra, del testo scritto a mano in corsivo aggiunge un elemento narrativo e personale dell’opera, mentre la data “27 Giugno 2025” in basso a sinistra ne contestualizza l’occasione.

Lo sfondo scuro, quasi nero, fa risaltare il verde smeraldo del vetro e i riflessi dorati.

Lo stile è moderno e audace, il gesto di rompere la bottiglia, che ritualmente può essere di buon auspicio (come al varo di una nave), si trasforma qui in un’azione artistica che cattura un momento di celebrazione e lo rende eterno.

Il lusso associato allo champagne si fonde con il concetto di rinascita e trasformazione.

OPERE

Essenza Mediterranea

Al centro dell’opera vi è una bottiglia di gin Gin Mare, intenzionalmente frantumata, i cui pezzi sono riassemblati e fissati. La composizione mantiene la forma riconoscibile della bottiglia, ma la rottura introduce un elemento di tensione dinamica.

Sparsi attorno e sulla superficie di fondo si notano frammenti neri, punti dorati e vere botaniche essiccate, come un rametto di rosmarino nell’angolo inferiore sinistro e dischi che sembrano fette di agrumi in alto a destra e al centro a sinistra.

I materiali includono il vetro della bottiglia,  e una colata di resina epossidica trasparente che ricopre l’intera superficie, bloccando i frammenti in posizione e fornendo una finitura lucida e coesa. Lo sfondo scuro, quasi nero, fa risaltare il vetro bluastro del gin e i riflessi dorati.

Lo stile è moderno, con un contrasto tra la fragilità del vetro e la sua immortalità una volta inglobato nella resina.

Il nome del gin (“Mare”) e le botaniche essiccate evocano l’essenza del Mediterraneo, trasformando un oggetto di consumo in un paesaggio materico.

OPERE

Notte Stellata

Al centro dell’opera vi è una bottiglia di gin Bombay Sapphire, intenzionalmente frantumata, la cui composizione mantiene la forma riconoscibile della bottiglia, ma la rottura introduce un elemento di tensione dinamica, come se l’esplosione fosse stata catturata in un istante. Sparsi attorno e sulla superficie di fondo si notano frammenti neri, punti dorati ed elementi in vetro blu/azzurro.

E’ visibile l’etichetta con l’iconica effige della Regina Vittoria, che rimanda all’epoca coloniale britannica in India, con una copertura di resina epossidica trasparente che ricopre l’intera superficie, bloccando i frammenti in posizione e fornendo una finitura lucida e coesa.

Lo sfondo scuro, quasi nero, fa risaltare il vetro blu zaffiro del gin e le foglie marine dell’Oceano i cui riflessi dorati, creano un forte contrasto visivo.

OPERE

London Dry Keys

Al centro dell’opera vi è una bottiglia di gin No. 3 London Dry Gin, intenzionalmente frantumata, i cui pezzi in vetro verde smeraldo sono riassemblati e fissati. La composizione mantiene la forma riconoscibile della bottiglia, ma la rottura introduce un elemento di tensione dinamica.

Sparsi attorno e sulla superficie di fondo si notano frammenti trasparenti e circa trenta chiavi decorative in metallo anticato di varie forme e dimensioni. Una chiave più grande è posizionata verticalmente, sovrapposta ai frammenti, con la parte del manico che copre parzialmente il numero “3” sull’etichetta.

I materiali includono il vetro della bottiglia, chiavi decorative in metallo e una colata di resina epossidica trasparente che ricopre l’intera superficie, bloccando i frammenti in posizione e fornendo una finitura lucida e coesa. Lo sfondo bianco fa risaltare il verde intenso del vetro e i toni argentati e bronzati delle chiavi.

Il simbolo ricorrente della chiave è significativo: l’iconica chiave sulla bottiglia è ispirata a quella che un tempo apriva il caveau segreto di Berry Bros. & Rudd, il più antico mercante di vini e liquori di Londra, dove il gin è nato. L’opera è amplificata con l’aggiunta di  molteplici chiavi, suggerendo i concetti di accesso, segreto e opportunità o forse la “chiave” per la libertà o una bevuta tra amici.

OPERE

Bussola del Nord

Al centro dell’opera vi sono i frammenti rotti di una bottiglia in ceramica di Nordés Gin, i cui pezzi bianchi e blu sono riassemblati e fissati.

La composizione è stratificata su uno sfondo che è una mappa nautica invecchiata, raffigurante la penisola iberica (Spagna e Portogallo), con una prominente bussola blu nell’angolo in alto a sinistra e un tocco di muschio blu in basso a sinistra rafforzano il tema nautico.

I materiali includono ceramica rotta, carta o tela per lo sfondo, e oggetti aggiuntivi come la bussola, pietre scure tipiche dei mari del Nord e un pezzo di materiale soffice.

L’uso di colori primari (blu e bianco) crea un forte impatto visivo che richiama i colori del mare e della porcellana tradizionale.

L’opera esplora i temi del viaggio, dell’orientamento e dell’origine. “Nordés” si riferisce al vento del nord-est della Galizia, la regione spagnola da cui proviene il gin. L’uso della mappa e della bussola sottolinea questa connessione geografica.

L’opera suggerisce un percorso interrotto che viene ricomposto in una nuova narrazione visiva, unendo il consumo alla cultura e alla geografia.